
28 Ago Ado in concerto a Parigi
Quando la tutela del brand passa dai dettagli
Parigi, 25 giugno 2025. All’Accor Arena si tiene l’attesissima tappa europea dell’artista giapponese Ado, che richiama centinaia di fan entusiasti già dalle prime ore del mattino; è in questi contesti, apparentemente innocui e spontanei, che si muove con discrezione il fenomeno della vendita abusiva.
Noi di Carpinvest Group eravamo presenti fin dalle prime luci del giorno, in coordinamento con la polizia locale, per monitorare le aree adiacenti alla venue, dove i fan si riuniscono, si scambiano gadget, e dove, spesso, i venditori non autorizzati cercano di mimetizzarsi tra la folla.
I controlli iniziali confermano una situazione stabile, finché non emerge un segnale anomalo: una donna con un trolley pieno, due light stick ancora confezionati e un POS portatile. I segnali non sono definitivi, ma sono sufficienti per attivare un’osservazione discreta e continua, che porta all’intervento prima dell’ingresso ufficiale.
All’apertura del bagaglio, il quadro è chiaro: decine di articoli pronti per la vendita – stick luminosi, adesivi e accessori non ufficiali, ma accuratamente confezionati per sembrare parte del merchandising dell’artista. La merce viene sequestrata, il tentativo bloccato, il danno al brand evitato.
Nel corso della serata, ulteriori venditori tentano approcci rapidi durante l’“out”, con poster e souvenir improvvisati. Ma il presidio è attivo, la collaborazione con le forze dell’ordine in borghese è efficace, e nessuna attività illecita riesce a svilupparsi oltre i margini controllati.
Questo intervento, apparentemente minore nei numeri, è invece centrale nella strategia di protezione del marchio; perché non sempre si tratta di sequestrare grandi volumi, ma di leggere i segnali giusti e intervenire quando ancora non c’è clamore.
La tutela di un brand, soprattutto in ambito musicale, non si fa solo con l’azione repressiva, ma con una capacità di osservazione strategica, costruita sul campo, giorno dopo giorno.